Menu

La Fondazione Aristide Merloni sostiene la rinascita dell’Appennino

Progetti di fattibilità con le massime realtà economiche internazionali, marketing territoriale e iniziative culturali di ampio respiro sono stati i temi al centro dei tre giorni di incontri e conferenze, dal 20 al 22 luglio, a Portonovo, Fabriano e San Ginesio, in occasione della riunione annuale del Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni.

Il summit, convocato da Francesco Merloni ed Enrico Letta, rispettivamente Presidente della Fondazione e Presidente del Comitato Scientifico, ha visto riuniti Sultan Al Mansoori, Joaquin Almunía, Chen Zhimin, Maria Chiara Carrozza, Ferruccio de Bortoli, Andrea Gavosto, Giovanni Gorno Tempini, Daniel Gros e Luigi Gubitosi, cui si aggiungono i due precedenti Presidenti del Comitato, Giuseppe De Rita e Romano Prodi. Ospite d’onore Irina Bokova, Direttore Generale Unesco, coinvolta nelle iniziative delle Città Creative Unesco tra Fabriano e San Ginesio, insieme al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini.

Diverse le presentazioni, dai risultati delle analisi svolte nell’ambito del progetto “Rinasco – Sviluppo a medio termine delle aree interne dell’Appennino”, alle mappe dinamiche per la sicurezza del territorio a cura di e-distribuzione, società del Gruppo Enel che gestisce la rete di bassa e media tensione, fino all’ Health Point, un presidio sanitario che permetterà di svolgere esami clinici attraverso tecnologie digitali e dispositivi innovativi.

“Obiettivo di ‘Rinasco’ non è solo ricostruire le realtà dell’Appennino come erano prima del sisma, ma riorganizzare in modo coerente un territorio attraverso le competenze innovative fornite dalla tecnologia”, ha dichiarato Francesco Merloni, Presidente della Fondazione. “L’idea è intervenire in modo strutturale sull’economia locale, accompagnandola nei processi di crescita”.

Molteplici i progetti che la Fondazione Merloni ha deciso di finanziare, in alcuni casi insieme ad altri soggetti. Progetti concreti focalizzati sul bisogno di una particolare comunità o di una specifica filiera produttiva: dalla telemedicina per alcune comunità particolarmente anziane e isolate al supporto tecnologico agli allevatori sono solo alcuni tra gli esempi di questa iniziativa.

L’iniziativa della Fondazione Merloni si inserisce inoltre nell’ambito di un grande progetto culturale di cui si fa promotore l’Unesco per il rilancio dell’attrattività del patrimonio artistico dell’area e che prevede nel 2018 l’organizzazione di una mostra, nei territori terremotati, che accoglierà la scultura “Amore e Psiche” del Canova, originale proveniente dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, e un’omonima scultura lignea, copia dell’opera del Canova, rimasta intatta durante il sisma che ha colpito San Ginesio.