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D’Amato: “Accelerare le riforme per agganciare la ripresa, il governo Renzi rischia l’autoreferenzialità”

“Il governo sembra che abbia perso la sua iniziale spinta riformista. Renzi ha fatto bene a superare la logica consociativa dei blocchi contrapposti. Ma ora rischia di scivolare nell’autoreferenzialità e in un isolamento tutt’altro che splendido. E’ invece arrivato il momento in cui occorre saper chiamare le migliori intelligenze del Paese e impegnarle in un confronto per un’azione vera e profonda di cambiamento del Paese e di riforme per la crescita. Questo il messaggio principale che ha lanciato il presidente della Federazione dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D’Amato, concludendo il Convegno Nazionale “Impres@ Italia: rimettere al centro l’impresa per far rinascere l’Italia”, che si è svolto questa mattina presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le riforme, ha aggiunto D’Amato, non vanno solo enunciata ma realizzate in fretta. “E’ vero che abbiamo accumulato decenni di ritardi ma questo non significa che abbiamo molto tempo davanti a noi per cambiare il Paese. La riforma del fisco, la certezza del diritto, la semplificazione burocratica: queste le priorità dalle quali partire. Abbiamo ancora grosse potenzialità, siamo un Paese straordinario ricco di intelligenze e di voglia di fare. C’è solo una cosa peggiore del dire di voler cambiare senza farlo: cambiare tanto per cambiare. Gli italiani vogliono riforme vere, ne hanno bisogno e lo hanno chiaramente espresso. Il Paese reale è migliore delle tecnostrutture, della burocrazia e delle corporazioni che lo soffocano”.

“Le prospettive di crescita dell’economia mondiale nei prossimi anni saranno deboli. Questo significa che ci sarà una pressione competitiva crescente sulle imprese e sul sistema Paese, la lotta per conquistare quote di mercato diventerà più spietata. E’ illusorio pensare che i deboli venti di ripresa che si registrano in Europa siano sufficienti, da soli, a ridare impulso e stabilità all’economia. Questo è il momento in cui le imprese devono poter fare un salto importante a livello di rescita e, per farlo, hanno bisogno di poter avere alle spalle un sistema Paese competitivo. Senza le riforme non bastano il talento e la capacità imprenditoriale. L’iniziativa riformista del governo deve, perciò, riprendere impulso e dare delle precise e chiare priorità”.

Dopo il messaggio inviato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, i lavori del convegno sono stati introdotti da Luigi Roth, Presidente del Gruppo Lombardo dei Cavalieri del Lavoro, Franco Anelli, Rettore Università Cattolica del Sacro Cuore e Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano.
Subito dopo, Catherine L. Mann (OECD Chief Economist and Head of the Economics Department), Marco Fortis (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Giuseppe Berta (Università Commerciale Luigi Bocconi), hanno fatto il punto sulla situazione del capitalismo italiano nel quadro di una competizione sempre più globalizzata. Quindi, ci sono stati i due panel moderati dal direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano. Al primo, dedicato alle “Riforme per rimettere in moto l’Impresa e l’Italia”, hanno partecipato Franco Bassanini, Franco Bernabè, Alberto Quadrio Curzio, Franco Moscetti. Al secondo, che ha affrontato il tema “Capitale umano e innovazione” sono intervenuti Roberto Cingolani, Stefano Paleari, Umberto Quadrino e Marco Bonometti.

Hanno concluso i lavori della mattinata il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e Antonio D’Amato, Presidente della Federazione Nazionale Cavalieri del Lavoro.
“Come Gruppo Lombardo – ha dichiarato il presidente Luigi Roth – in sinergia con le altre Regioni, abbiamo lavorato sui concetti di rete, per valorizzare le potenzialità inespresse della rete dei Cavalieri del Lavoro, identità, per far emergere un’identità condivisa e contemporanea, e sviluppo, per andare oltre il nostro quotidiano e creare impatto sulla comunità. Sono iniziative e progetti che, come senso ultimo hanno quello di stimolare le imprese e il Paese a ritornare in un’ottica di innovazione e crescita di competitività, una sorta di nuovo ‘rinascimento’ sociale ed economico, che inneschi una reazione virtuosa di produzione di valore e di intelligenza al servizio del Paese.”

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Videointervista con il Presidente D’Amato

Videointervista con Giorgio Squinzi

Videointervista con Luigi Roth

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