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Codice etico

Approvato dall’Assemblea dei soci
del 30 ottobre 2008

PREMESSA GENERALE

Dinanzi alla sempre più ampia affermazione nella Società dei valori della libera iniziativa dell’impresa e della riconosciuta funzione sociale del libero mercato e della tutela della proprietà privata la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro si pone, con senso di responsabilità e con integrità morale, l’obiettivo di continuare a contribuire alla soluzione dei grandi problemi del nostro Paese e alla sua crescita civile.

Tutto il nostro Ordine, dal singolo Cavaliere del Lavoro associato ai massimi vertici della Federazione, dovrà essere compartecipe e coinvolto nel perseguimento degli obiettivi e nel rispetto delle relative modalità, in quanto ogni singolo comportamento, non eticamente corretto, non solo provoca negative conseguenze in ambito associativo, ma danneggia l’immagine dell’intera categoria presso la pubblica opinione.

Nel far parte della Federazione Nazionale, i Cavalieri del Lavoro si impegnano a tener conto, in ogni loro comportamento professionale ed associativo, delle ricadute sull’intera categoria e sulla Federazione e a porsi, nelle diverse situazioni, ai più elevati standard di comportamento.

Essi, pertanto, si impegnano:

1. Condotta personale

a mantenere quei requisiti di rigore personale e di “specchiata condotta civile e sociale” che sono costitutivi della dignità e del prestigio dell’Ordine. Nella loro attività imprenditoriale, oltre che nel loro impegno associativo, considereranno prioritaria la promozione dei valori attraverso i quali l’agire economico diventa fattore di sviluppo, giustizia ed integrazione. Si impegnano, pertanto, a rinunciare a candidarsi o, se già nominati, ad autoso-
spendersi dalle cariche sociali e dalle attività associative nel caso di situazioni personali e/o professionali che potrebbero, in qualsivoglia modo, danneggiare l’immagine dell’Ordine e della Federazione;
si impegnano altresì, nel corso di procedimenti giudiziari che li riguardino a collaborare con le Autorità con lealtà e tempestività, e con rispetto del principio di difesa, nell’accertamento dei fatti e nel giudizio;

2. Federazione

a partecipare alla vita associativa sia a livello nazionale che a quello dei Gruppi regionali e interregionali, garantendo il proprio contributo alla realizzazione dei programmi della Federazione ad entrambi i livelli;

3. Formazione Giovani

a sostenere le iniziative della Federazione per la formazione dei giovani. I nuovi soci sono invitati a sottoscrivere borse di studio con le finalità di cui all’art. 3 lett. d) dello Statuto;

4. Rapporto e rispetto delle Istituzioni

a tenere rapporti ispirati alla massima trasparenza e correttezza con la Pubblica Amministrazione;
a non sottostare a qualsivoglia pressione finalizzata ad alterare i principi della libera concorrenza e del mercato;

5. Sicurezza sul Lavoro

ad applicare rigorosamente gli standard fissati dalla normativa in vigore;
a realizzare un ambiente di lavoro rispettoso dei valori umani;

6. Tutela dell’ambiente

a considerare la tutela dell’ambiente e la prevenzione di ogni forma di inquinamento un impegno costante;

7. Responsabilità Sociale

a sostenere l’attività nei settori della ricerca scientifica, della formazione e dell’assistenza sanitaria;
a dare solidarietà attiva e impegno personale nella lotta contro tutte le forme di criminalità organizzata;
a curare con periodicità gli opportuni livelli di informazione verso i Soci, i lavoratori e la comunità sui principali riflessi sociali dell’attività d’impresa e sulle misure adottate per migliorare la sostenibilità e l’utilità sociale;

8. Primato della persona

a rifiutare ogni discriminazione;
a favorire la crescita delle competenze e della professionalità di ogni lavoratore in un contesto relazionale aperto e virtuosamente “flessibile”;
a mantenere modalità di organizzazione del lavoro favorevoli alla serena gestione delle responsabilità familiari e in particolare verso i figli;
ad applicare il principio del merito;
ad offrire percorsi di formazione permanente.
Per la verifica e l’applicazione delle norme comportamentali sopra indicate è demandato al Collegio dei Probiviri (Titolo XII artt. 33, 34, 35 e 36 dello Statuto della Federazione) il compito di fornire un parere, obbligatorio ma non vincolante, sulla condotta personale e professionale dei Cavalieri del Lavoro.